Era da tempo che non leggevo un “racconto d’inchiesta” così interessante e soprattutto scritto benissimo. Lo chiamo “racconto d’inchiesta” perché il giornalista Biagio Simonetta, fa di un’inchiesta vissuta in prima persona, un racconto davvero interessante, attuale e molto vicino anche se non sembra. Infatti L’invasione non è un libro che parla di un altrove lontano. È un avvertimento. Una lente che ci permette di riconoscere i segnali di una trasformazione già in corso, spesso invisibile, che attraversa le nostre città e mette alla prova i sistemi sanitari e sociali. Pensare che certi fenomeni appartengano sempre a “qualcun altro” è l’errore che Biagio Simonetta ci invita a non ripetere. Un viaggio-inchiesta tra Messico, Stati Uniti, Europa e immancabilmente in Italia: dal Mezzogiorno delle cosche al Bosco di Rogoredo a Milano, dalle grandi città metropolitane americane alla provincia italiana. Come siamo passati dall’eroina degli oppiacei alle nuove droghe sintetiche?
L’autore ricostruisce la traiettoria dei nuovi oppioidi sintetici, nati come farmaci salvavita e diventati sostanze capaci di uccidere in pochi minuti. La crisi del Fentanyl, esplosa negli Stati Uniti tra speculazioni farmaceutiche, criminalità e povertà strutturale, non è più confinata oltre oceano: si muove silenziosa lungo le rotte globali, cambia nome, cambia formula, viaggia in pacchi postali ( molto più comoda della droga “tradizionale”) e arriva in Europa con la stessa rapidità con cui mutano le sue varianti chimiche.
L’ autore racconta ciò che accade nelle strade americane, vissuti in prima persona — corpi piegati, sguardi assenti, vite sospese — e mostra come quelle stesse immagini stiano iniziando a comparire anche da noi, in Italia, dove il fenomeno è ancora sottovalutato, proprio come accadde con l’eroina negli anni Settanta. Attraverso dati, testimonianze e un’indagine rigorosa, il libro mostra come una crisi sanitaria possa trasformarsi in un terremoto sociale, economico e culturale. Da leggere assolutamente.
ACQUISTA

