Alessandra Lombardo è una giornalista che lavora come inviata per un programma televisivo di attualità. Vive a Roma ma ha origini sarde per parte di madre e ha trascorso molte estati della sua infanzia e adolescenza in Sardegna assieme ai cugini e ai parenti.
Non è soddisfatta del proprio lavoro, è una donna libera e indipendente, vorrebbe fare altro, magari scrivere un libro.
Si trova in un paese in provincia di Cagliari per un servizio quando conosce il maggiore dei Carabinieri Martino Crissanti, è lui a proporle di seguire un caso di omicidio nel quale è impegnato, potrebbe essere la storia giusta per un libro. Un uomo è stato trovato morto ammazzato con tre colpi di fucile nella sua cascina di campagna poco fuori Villapedrosa.
La moglie viene da un paese in cui le armi si utilizzano assieme alla zappa ed è proprietaria di un bar a Villapedrosa, oltre che di qualche immobile e di qualche terreno.
È tra le prime indiziate anche se non c’è nessuna pista veramente valida da seguire e nonostante le numerose intercettazioni e una serrata sorveglianza, le indagini non portano a nulla di concreto.
Per Alessandra Lombardo inizia un percorso di diversi anni prima di riuscire a vedere la soluzione del caso ma il maggiore Crissanti l’aveva avvertita che il suo non è un lavoro da spy story, a volte ci vogliono anni scoprire un colpevole, la Sardegna è una terra piena di contraddizioni e questo può incidere molto sul lavoro di un Carabiniere.
Per Alessandra Lombardi forse c’è qualcosa di molto importante in gioco, scrivere questa storia significa anche fare i conti con il proprio passato, dialogare direttamente con le proprie origini e rimettersi ancora in discussione.
Ottimo noir dal taglio giornalistico, Flavio Soriga entra direttamente nella voce narrante dando vita a un personaggio originale e dal punto di vista innovativo, molto legato all’attualità e che secondo il mio punto di vista si discosta molto dal resto del genere.
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