Loai ha quattordici anni e una kefiah arancione che non è moda, è dichiarazione.
Ogni passo che compie è un gesto di resistenza, ogni sguardo che incrocia è un verdetto.
La Palestina non è solo il suo passato: è un presente negato, un futuro sospeso.
Alae Al Said, scrittrice italo-palestinese classe ’91, torna con un romanzo che non cerca consolazione, ma verità.
Racconta l’identità fratturata di chi cresce tra due mondi, senza potersi aggrappare davvero a nessuno.
La sua prosa è limpida, tagliente, necessaria.
Non cerca di piacere, non cerca di mediare: prende posizione, mostra le ferite, rompe il silenzio.
È una narrazione che interroga l’Occidente, che svela le ipocrisie, che restituisce voce a chi è stato messo a tacere.
Pubblicato da Ponte alle Grazie, questo libro non si accontenta di raccontare: pretende di essere ascoltato.
E lo si ascolta, perché ogni pagina brucia.
Il ragazzo con la kefiah arancione.
Da: Emanuela - Categoria: Consigliati dai librai

