L'ultimo miracolo. Storie venete del boom.

Da: Marco - Categoria: Consigliati dai librai
L'ultimo miracolo. Storie venete del boom.

C’è un Veneto che non esiste più, ma che continua a pulsare sotto la pelle delle nostre città, nei capannoni silenziosi, nei cortili dove il dialetto resiste, nei racconti dei nonni che hanno visto la miseria trasformarsi in benessere nel giro di una generazione. È questo il territorio – fisico e mentale – in cui si muove L’ultimo miracolo di Fabio Siviero, un libro che non si limita a raccontare un’epoca: la interroga, la smonta, la restituisce nella sua complessità.

Siviero costruisce un racconto-saggio che ha il passo della memoria e la precisione dell’indagine sociale e direi anche filosofica-antropologica dato che è docente di storia e filosofia.

Dalle stalle alle fabbriche: nel libro non c’è nostalgia, è neutrale di fronte ai cambiamenti, ma c’è un’attenzione quasi antropologica per i dettagli: la “roba” che diventa status, il lavoro che si fa identità, la fede che si trasforma in rito civile, la scuola come primo laboratorio di modernità. È un mosaico di storie vere, raccolte e intrecciate con una scrittura limpida, che restituisce la voce di un Veneto contadino proiettato all’improvviso nel vortice del boom economico.

Il “miracolo” del titolo non è solo quello economico: è la mutazione culturale che investe un’intera comunità. Le case si riempiono di elettrodomestici, le strade di automobili, i sogni di possibilità nuove. Ma ogni conquista porta con sé una perdita: la fine di un mondo fatto di relazioni lente, di povertà condivisa, di un senso del limite che oggi sembra quasi arcaico. Siviero non giudica, osserva. E nel farlo restituisce un affresco che parla non solo del Veneto, ma dell’Italia intera.

Il pregio maggiore del libro è la sua doppia natura: è un’opera di memoria collettiva, ma anche un dispositivo narrativo che cattura. Le figure che emergono – contadini, operai, parroci, maestri, donne che tengono insieme casa e futuro – hanno la forza dei personaggi letterari, pur restando radicate nella realtà. È un equilibrio raro, che rende la lettura coinvolgente anche per chi non ha vissuto quella stagione.

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