La macina della risacca.

La macina della risacca.

Lido di Venezia, Ospedale al Mare, 1975, Aurelio Molesini viene ricoverato e per lui inizia il calvario della malattia. Andrea, suo figlio, è un giovane studente di letteratura a Padova e mosso dai sentimenti che solo un figlio prova verso il padre, inizia ad ascoltare la sua storia. 

Una fuga iniziata il 9 settembre del 1945, quando l’Italia non si sa più bene che cosa sia, Aurelio, maggiore della Regia Marina Militare parte da Genova, fuggiasco, con addosso documenti molto importanti e la volontà di raggiungere Venezia. Nei primi giorni si libera di tutto il superfluo e ha la fortuna di viaggiare sfruttando le molte persone che come lui si nascondono o cercano di sopravvivere. 

Un racconto che dura mesi, dall’incedere lento come lento è il progredire della malattia di papà Aurelio e che nel suo essere così impalpabile e fragile mette alla prova i ricordi ma al contempo avvicina padre e figlio in modo autentico e inedito.

Un libro dedicato alla memoria del padre quello di Andrea Molesini ma anche un libro che si prefigge lo scopo di raccontare un momento storico difficile se non impossibile da inquadrare nella sola sfera dei vincitori e dei vinti, dei sofferenti e dei potenti, dei giusti e di quelli sbagliati. Ma anche un libro che connette il mare e la terra e che parla una lingua a tratti desueta, ricercata nelle sonorità e nell’espressione. 

Consigliato a chi cerca un romanzo storico con tinte familiari e una scrittura che lascia il segno. 

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