Mattino e sera.

Da: Emanuela - Categoria: Consigliati dai librai
Mattino e sera.

Uno scrittore punta la penna dove vuole e poi spara. 

Da libero, inquadra la realtà che gli serve per dire ciò che la sua storia ha bisogno sia detto. Le storie nascono con l'intento di prendere corpo anche dentro chi ascolta, hanno una loro forza di volontà, una loro forza di gravità, come i personaggi da cui sono abitate. 

Uno scrittore, allora, viene e semina vite che poi prendono a vivere anche dentro la testa di chi gli si fa più vicino, leggendo. 

Jon Fosse, in questo libro, innesta dentro al nostro sguardo due semplici scatti, due foto, fatte al medesimo personaggio: esse lo ritraggono nei due momenti fra loro più opposti che gli sono dati da vivere. 

La prima immagine Fosse la estrae dal primo giorno di vita di questo Johannes, un uomo che diverrà pescatore come suo padre prima di lui. 

La seconda immagine, Fosse la prende dall'ultimo giorno in cui questo personaggio - sposato con Erna, sette figli insieme addirittura - vive.

Due visioni, il mattino e la sera di un'intera esistenza, fanno da cornice ad una fiaba filosofica dedicata a persone pensanti e sensibili che non esitano a farsi le domande più scomode circa l'abisso che separa l'Essere e il non Essere. 

Scritto come se ti venisse sussurrato all'orecchio di nascosto, pronunciato con parole incessanti accatastate sapientemente l'una sull'altra perché brucino meglio, è un libro dove le pagine dei giorni scorrono mutevoli, un libro nel quale, se ti fermi a guardare il mondo dalla stessa finestra da cui lo guarda Johannes, fuori potrai vedere una strana luce danzare nei riflessi misteriosi di un dorato pulviscolo luminescente, che tutte le cose trasforma e sa mettere in dubbio. 

Il testo di Fosse non possiede certo quel tipo di punteggiatura alla quale siamo stati diligentemente addomesticati da bimbi sui banchi polverosi di scuola. Proprio grazie a questo, la lettura spicca il volo, rapita nel vortice di un ritmo musicale, ipnotico, onirico, incalzante, dove le ripetizioni giocano il ruolo di ritornello che chiama noi naufraghi come canto di sirena fra le spire di un mare che vibra, dove le risacche vive di un pensiero che indaga sanno mettere a nudo ciò che rende umano ciascuno di noi... Proprio noi, che attraversiamo per la maggior parte del tempo incoscienti questi spazi di mistero profondo, dove il limbo fra nascita e morte ritaglia ineluttabile l'unico tempo che abbiamo, l'unico tempo che è nostro. 

Norvegese, classe 1959, Nobel per la letteratura 2023, Fosse ha ritirato un premio che ha preso "perché è in grado di dire l'indicibile", cosi la commissione, testualmente. 

Da leggere subito e continuare con tutto il resto che ha scritto. 

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