Questa feroce bellezza.

Questa feroce bellezza.

Un luogo dimenticato da Dio ma non dai demoni incastrato come una grande roccia fra l’altopiano Murgiano e la Fossa Bradanica. Un luogo dove l’unico seme che sembra crescere anche se non viene piantato é quello della violenza e della ferocia umana e dove si sopravvive solo al ritmo dettato dalla natura in tutte le sue forme.

É qui che ha deciso di vivere il tenente della forestale Ian Dabrowski con la moglie e i figli, in una roulotte in attesa di una sistemazione migliore, per non dover rinunciare allo spettacolo che gli si apre davanti agli occhi ogni giorno e dove i figli possono crescere andando a caccia a cavallo nella piana. 

Ed é qui che deve fare i conti con due grossi problemi: una sparatoria finita male per il controllo dello spaccio fra gang rivali e la morte di un ragazzino di dodici anni avvolta dal mistero.

Ci vuole una pelle dura e spessa per fronteggiare giornalmente bracconieri, spacciatori, allevatori dalla doppia vita e un catalogo di umanità sotterranea stupefacente ma é proprio quella che sembra possedere il tenente Dabrowski anche difronte alle verità più sconcertanti. 

Giuseppe Galliani alla sua opera prima convince a avvince il lettore già dalle prime pagine in un susseguirsi di descrizioni e svelamenti con una scrittura intensa e cruda che odora di polvere e sangue e che trasporta direttamente in una terra sconosciuta che sembra ospitare una parte di umanità dimenticata ma ancora viva.

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